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mercoledì 28 dicembre 2016

Il ritorno in palestra.



La prima volta che ritorni in palestra dopo mesi di inattività, sei sicuramente raggiante e sicura di te. Finalmente sei riuscita nell’operazione di auto convincimento ed hai sborsato i soldi per rimetterti in forma. Quando sei a casa e rispolveri gli indumenti sportivi da mettere nella sacca, già sei consapevole di non avere la stessa forma fisica rispetto a quando avevi accantonato le tue scarpe da ginnastica consumate. Ma nonostante questo pensiero sai anche che niente ti fermerà. Hai pagato e ora ci vai, e poi dilla tutta, la verità è che se ti sei iscritta è perché ti sei ingozzata talmente tanto nell’ultimo periodo, che inevitabilmente sei costretta a prendere provvedimenti prima che il tutto sia perduto. Da subito ti rendi conto che una volta giunta agli spogliatoi inizierà per te il primo disagio. Ti guardi intorno, e vedi cambiarsi insieme a te donne di ogni età intente a spogliarsi davanti ai tuoi occhi. Così constati con amarezza, che perfino la nonna settantenne bionda platino è più tonica e magra di te. Sono tutte bellissime e tu, che inizi quasi a vergognarti per esserti lasciata andare in quel modo, ti guardi allo specchio e prometti a te stessa: “massimo un mese, cascasse il Mondo, avrò delle natiche di ferro”. Senza pensarci oltre, infili il tuo abbigliamento di colore rigorosamente nero, perché ti stai attaccando all’ultima risorsa per non far vedere agli istruttori che ti riconosceranno, che in realtà hai svaccato alla grande cara mia. Esci dagli spogliatoi, legandoti in maniera quasi obbligata una felpa in vita, e ti dirigi con coraggio verso la sala, scusandoti silenziosamente con te stessa per la violenza psicologica a cui ti stai costringendo. Mentre attendi l’inizio della lezione, cerchi di socializzare con le altre partecipanti al corso, perché in cuor tuo sai di aver bisogno di sostegno motivazionale che ti sproni a non gettare la spugna nel corso dell’anno. Poi finalmente arriva l’istruttore dalla inevitabile figura scolpita, vestito solo con un paio di pantaloncini e con una maglietta scollata da donna. Così ti riscopri a scrutarlo con insistenza, ma non perché provi attrazione per i suoi muscoli definiti, no. La realtà è che sei invidiosa dell’inesistenza di neanche un millimetro di grasso, su quella scultura ambulante di carne che si ritrova. Quindi abbassando gli occhi ti riguardi allo specchio, ripetendoti per l’ennesima volta il tuo mantra personale contro i carboidrati. Ed ecco che finalmente parte la musica assordante dai ritmi cadenzati e tutta la sala inizia a compiere gli stessi movimenti contemporaneamente. Corsa, una decina di burpees, altrettanti squat per i primi cinque minuti. Anche se sul tuo volto si intravedono toni sul violaceo, pensi di essere in grado di arrivare fino alla fine della lezione. Si, questa convenzione ti durerà soltanto per i primi dieci minuti. Non appena le ripetizioni di squat iniziano a sfiorare numeri sulla trentina, ecco che i tuoi occhi iniziano ad appannarsi ed intravedi figure sfuocate intorno a te. Ad ogni burpees vedi le gocce di sudore che rilasci sul pavimento, e cerchi con tutta te stessa di non stramazzare al suolo. È in questi momenti che l’istruttore capisce se ti rivedrà la prossima volta o no. Mentre sei piegata a terra a reggere l’ennesimo piegamento, senti dall’alto chiederti con sfida: “molli?”. E tu con un filo di voce rispondi: “sto per vomitare”! Sei li lì per lasciarti cadere, fino a che basta quell’istante di lucidità mentale che ti fa guardare la sala, scorgendo tutte le altre attorno a te, immobili, scolpite, con natiche di marmo. Ed è li che decidi di non mollare. “Potere della nausea vieni a me”, pensi, “ma non mollerò mai”. Così concludi la tua lezione, e sfinita ti avvii verso gli spogliatoi che neanche riesci a reggerti in piedi. Le altre sono tutte attorno a te scattanti, sorridenti. Ma ora finalmente sei sotto la doccia e riesci a constatare che tu sei una di loro, perché non hai mollato. Guardandoti allo specchio sentenzi silenziosamente: “Addio cellulite, non mi avrai mai”.



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